Se questa fosse la “vita normale”, io non ce la posso fare
Sono molto preoccupata, perché non sto bene da mesi ormai.
Mi sento sempre esausta, ho sempre molto freddo, e alla sera ho quasi costantemente la febbriciattola.
Non penso che la cosa sia giustificata solo dall’insonnia e dallo stress, ma dalle analisi mediche che ho fatto finora non è uscito nulla di chiaro: sembra tutto perfetto, solo qualche valore, apparentemente casuale, lievissimamente alterato.
Ma da mesi non riesco più a fare jogging o esercizi, mi viene il fiatone a fare una salita, tutto è pesante.
Mi devo costringere a fare la solita ora e mezza di passeggiata veloce col cane (ma mi muovo OGNI GIORNO, è raro che io non faccia almeno 8000 passi, quindi non posso essere così fuori forma).
Fare le faccende di casa è difficilissimo, si accumulano, mi fanno sentire in colpa e generano malumori con chi ho intorno.
Comunque, anche se la casa è un po’ incasinata, vestiti e piatti puliti ci sono sempre e il cibo non manca.
Non ho energie fisiche né mentali, sono sempre più stanca e stressata.
Quando dormo meglio ho un pochino più di energie, ma non così tante, e comunque mi sento molto più affaticata di prima.
Ma non sembrano esserci eclatanti condizioni mediche che lo giustifichino, o almeno non fra le cose finora indagate.
A sto punto non capisco se sia un problema fisico o psichico, o l’effetto collaterale di un farmaco.
Secondo il medico di base l’ultima opzione non sembra così probabile, almeno non come causa principale.
Vediamo che dirà la psichiatra martedì, le presenterò le stesse analisi.
Sono preoccupata: e se non fosse nulla, se fossi semplicemente io che non riesco ad accettare che la vita è uno scalare una montagna senza fine?
Se prima mi fossi abituata, per due anni, ad avere un tono dell’umore e un’energia innaturalmente un po’ troppo alti, e la norma fosse questa?
Costringersi per sempre solo a fare cose sgradevoli e pesantissime dal mattino alla sera, per il resto dei propri giorni, costantemente, senza un attimo di riposo se non quando si dorme...
Se è così, dico già da ora che NON CE LA FACCIO.
Non a lungo termine, men che meno per un tempo indefinito e perpetuo.
Forse sono semplicemente inadatta a una vita “normale”, a fare le cose che fanno le persone “normali” per vivere, se già mi rompo (e non riesco a stare dietro) con il niente che mi è richiesto ora.
La Riemersione impossibile?
(In ogni caso, ne scrivo qui perché questo blog è anche il posto dove provo a mettere in ordine pezzi di me, nel bene e nel male.)
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Se questa fosse la “vita normale”, io non ce la posso fare

La resa è stata la mia chiave di volta. E' un concetto che pare esteso e discutibile invece è piuttosto semplice, una volta compreso (preso - con). Augurandoti lo sia anche per ti lascio questa frase: "arrendersi in tempo di pace potrebbe essere una soluzione". Ti seguo volentieri. Dai. Ciao. Tz
RispondiEliminanon ho proprio capito cosa intendi, riguardo a ciò che ho scritto nel post.
Eliminase intendi tipo "questa sostanza non la controllo quindi l'unica opzione è non usarla", ok ci sono arrivata anche per l'alcol 2 anni orsono e non ho nemmeno più craving o desiderio di bere ne di usare altro.
comincio solo ad avere forti dubbi di riuscire a gestire una "vita normale" a lungo termine (curarsi+tenere pulita casa+cercare di fare almeno un lavoro part-time ecc), se tendo ad andare in crisi già adesso che sono seguita e che sto aumentando gli impegni molto molto gradualmente.
e soprattutto non capisco se mi sento esausta per ragioni fisiche o psichiche o per l'insonnia o se non ho assolutamente nulla, anche se propenderei per una prevalenza di ragioni fisiche + insonnia odiernamente (ho quasi sempre una febbriciattola a 37-37,2 verso sera oltre ad essere diventata molto freddolosa e stanca ecc).
Ciao. Intendo che, come te, trattenevo me stesso e la vita che vivevo. Da sobrio ovviamente. Trattenevo nel senso che non stavo con "quello che c'è" e cercavo benessere, una vita normale, ecc. Cercarle è tempo perso, arrendersi a non cercarle è trovarle. Le sostanze, l'alcol, non ci sono più, ne io ne tu le usiamo, perché allora porvi ancora attenzione? Arrendersi è lo stare con quello che c'è e allora comprendere che ciò che accade (anche rispetto a prima) è pace, benessere, serenità. Questi tre stati di essere ci sono per tutti, per te e per me come per altri. Il vantaggio di avere avuto disturbi del comportamento correlati all' uso di alcol e sostanze è che liberi da queste ci si trova in un "élite", ovvero la fortuna di essersi liberati dalla schiavitù fa si che ogni cosa che accade è semplicemente bella di suo. Il vantaggio elitario è che una volta liberi dalle sostanze si è liberi da tutto, convenzioni sociali, familiari, religiose, socio sanitarie ecc. Questa è la resa. Grazie per la tua risposta. Un abbraccio affettuoso. Tz
EliminaArrendersi è anche smettere di porre energie in cose, comportamenti, reazioni ecc. Sono tutti pensieri che stancano, molto. Nella resa c'è quello che c'è e viverci dentro è meno faticoso. Ti capisco molto bene in quello che provi, non solo ti capisco ma lo comprendo. Nel vivere il presente ho trovato pace e serenità. Anche io assumo farmaci per l' umore, uno induttore al sonno e un ansiolitico ma non do alle medicine più tanta importanza, fanno parte della mia vita e vabbè. Sono una delle componenti del mio stare come sto ma non la soluzione a tutto (esprimo il mio parere che non è detto sia la verità). In fondo smettere di farsi o di bere è semplice rispetto al cambiare atteggiamento e stile di vita. Lasciando che accada quel che deve ho trovato pace. Ciao
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